venerdì 9 marzo 2012

I lettori forti snobbano il tablet

A Londra si è aperta la Digital Media Conference del Financial Times. 
Tra i tanti temi in discussione, c'è un panel sugli strumenti per leggere ebook. A quanto pare, chi compera eReader specializzati a inchiostro intelligente "Legge più frequentemente di chi usa i tablet, e soprattutto legge per più sessioni e  sta più concentrato sul testo" ha detto lo speaker, Michael Serbinis. "Possiamo assolutamente affermare che i tablet sono per i lettori occasionali, persone che leggono un libro ogni due mesi, decisamente sotto al media di chi usa gli eReader: tra costoro, alcuni lettori di romanzi arrivano a 30 ebook al mese".
E tu che e-lettore sei? Vota al sondaggio, dicci la tua!

Gli scozzesi risparmiano carta: referendum su ebook

Your Scotland, your referendum: gli scozzesi sono chiamati alle urne per prendere  "la decisione più importante da 300 anni a questa parte", cioè da quando la Scozia si unì con l'Inghilterra, dice il ministro per gli affari parlamentari Bruce Crawford. In effetti il referendum, che si terrà nel 2014 (Maya permettendo) serve proprio a capire se gli scozzesi vogliono restare nel regno Unito o se preferiscono salutare Londra e tornare a essere indipendenti dopo tre secoli.
Una decisione delicatissima, da non prendere a cuor leggero: "Finora, molte migliaia di persone e gruppi hanno consultato la documentazione referendaria attraverso il sito web del governo, o si sono fatti spedire a casa il volume cartaceo" dice ancora Crawford. Stampare e inviare migliaia di volumi è complicato e piuttosto costoso, quindi da buoni scozzesi gli uomini di Crawford hanno pensato bene di permettere il download del volume istituzionale sul referendum: "Da oggi i materiali sono disponibili come download gratuito per device come iPhone, iPad e Kindle, sono diventati  un ebook che la gente può leggere quando e dove vuole: è la prima volta che nel Regno Unito si fa una cosa del genere".
Insomma, per arrivare a una simile banalità, ci voleva la proverbiale tirchieria scozzese.

giovedì 8 marzo 2012

Apple accusata di volere eBook cari

Se Amazon è stata a suo tempo criticata perché voleva tenere troppo basso il prezzo degli ebook (qualunque cosa sopra i 9,99 dollari non ci interessa, dicevano) adesso è Apple a finire nei guai, esattamente per la ragione opposta. 
Secondo il Wall Street Journal, la commissione Europea e l'antitrust americana accusano Apple - insieme a cinque colossi editoriali (Simon & Schuster (CBS), Hachette (Lagardere), Penguin (del gruppo inglese Pearson), Verlagsgruppe Georg von Holtzbrinck GmbH (della tedesca MacMillan) e Harper Collins)  starebbe facendo cartello per tenere alto il prezzo dei libri elettronici. 
Il meccanismo starebbe in una clausola del contratto: Apple otterrebbe i libri da vendere con lo sconto del 30%, e nessuna libreria reale o virtuale, grande magazzino o altro può fare sconti superiori. 
Pare che sia stato lo stesso Steve Jobs a volere la clausola, dicendo agli editori "Adottiamo il modello dell'agenzia: voi  fissate il prezzo, noi ci prendiamo il 30%. Il consumatore pagherà un po' di più, ma dopotutto questo è quello che volete" (la fonte è il biografo ufficiale di Jobs, Walter Isaacson. 
Insomma, un accordo sulla pelle dei lettori, che ora potrebbe ritorcersi contro i suoi ideatori: il Dipartimento di Giustizia,  dice il Wall Street Journal, ritiene che Apple e gli editori hanno agito di concerto per rialzare i prezzi in tutta l'industria del linro elettronico (che mentre l'editoria tradizionale soffre, balza in avanti, raddoppiando il fatturato fino a sfiorare il miliardo di dollari nel 2011). E si prepara a trascinarli in tribunale, per violazioone sulla legge antitrust. Una eventualità che spaventa parecchio l'industria editoriale, che in caso di condanna prevede un brusco crollo dei prezzi degli ebook.
Il che non necessariamente sarebbe un male, dico io

martedì 6 marzo 2012

eTurchia, atto secondo

Come scrivevo qualche post fa, mentre ai nostri scolari manca la carta igienica e ci devono pensare le famiglie, in Turchia il governo pensa di dotare tutte le scuole di lavagne elettroniche e tutti i ragazzini di tavolette digitali.
Qualcuno su facebook mi ha molto giustamente fatto notare "ah, le promesse dei governi!"
Giustissima osservazione, bisogna star dietro a cosa combinano i premier, che a chiacchiere son sempre buoni, mica solo i nostri, anche quelli turchi. Per intanto, Erdogan ha incontrato il super boss di Google, Eric Schmidt (nella foto), per discutere proprio del progetto Faith.
E si comincia a parlare di soldi: il progetto dovrebbe costare qualcosa come 3 miliardi di dollari, rendendolo il più grande investimento mai fatto dal sistema scolastico turco. Coinvolgerà 570 mila classi di 42 mila scuole in tutto il Paese. Naturalmente la tecnologia non serve a nulla se nessuno sa usarla, quindi saranno anche messi in piedi 110 centri di formazione per i docenti, sparsi in 81 province.
Il tablet manderà in pensione il vecchio libro di testo, visto che tutto il materiale didattico sarà digitale.
E porterà anche lavoro qualificato; presentando il progetto ai maggiori produttori di tablet, Erdogan ha messo come condizione che l'azienda che si aggiudicherà l'appalto dovrà produrre in Turchia il 40% dei componenti necessari ai tablet  per il primo anno di sperimentazione, destinati a salire al 60% nel secondo e all'80% nel terzo. Tanto per chiarire che nei paesi normali l'istruzione è un investimento, non un costo.

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La sorte del libro prestato


Tale è la sorte del libro prestato: spesso è perduto, sempre guastato
dice un vecchio proverbio.
Un proverbio un poco più nuovo, attribuito a Jean Paul (noiosissimo scrittore tedesco che ha almeno il merito di essere nato nel 1763, esattamente duecento anni prima del sottoscritto) pontifica che Un libro che non valga la pena di essere letto due volte non è neppure degno d'esserlo una volta sola.

E che c'entra tutto ciò con gli ebook?
C'entra eccome: grazie a un accordo tra Bookrepublic e Media Library OnLine, 2.300 biblioteche italiane potranno dare in prestito libri del catalogo BookRepublic senza limiti di tempo né di piattaforma, nel senso che ognuno li legge dove gli pare e piace (e-reader, pc, smartphone, tablet).
Insomma un prestito eterno: una volta dopo 14 giorni l'ebook non era più leggibile, ora resta leggibile sempre.  Così non ci sono libri da restituire (e dimentichiamo il proverbio del libro prestato eccetera), chi lo desidera, una volta ottenuto il prestito potrà rileggersi Jean Paul tutte le volte che gli pare (o per lo meno, tutte le volte che resiste).
Attenzione, non è un regalo, e nessuno viene danneggiato, né l'autore, né l'editore, né tanto meno il lettore: il segreto è l'uso intelligente del Drm. Su La Stampa leggo che "Ogni utente accreditato avrà la possibilità di scaricare un ebook ogni 14 giorni. Scaricata la copia, il titolo rimarrà occupato per i 14 giorni successivi e sarà soltanto prenotabile da altri utenti (a meno che la biblioteca non ne abbia acquistate più copie)".

Quindi in pratica chi si registra può prendersi un ebook che la bibiloteca ha regolarmente pagato, e per due settimane quel libro esce dal circuito e non può più essere prestato; passati i quindici giorni, l'ebook si rimaterializza nello scaffale virtuale e qualcun altro lo può prendere a prestito, ma non per questo svanisce dal nostro e-reader: se vogliamo, possiamo leggerlo ancora.

 Un bel vantaggio per gli studenti pigri, a cui 14 giorni non basteranno mai per finire la ricerca scolastica; per i veri maniaci e per le groupie, che potranno leggere e rileggere in continuazione lo stesso libro fino a consumarci la pila dell'e-reader; e per i lettori distrattoni come chi scrive, che ogni volta rivive lo stesso incubo: dover cercare tra migliaia di suoi simili il dannato libro della biblioteca da restituire al terzo e ultimo sollecito.




lunedì 5 marzo 2012

Col dito! Col dito!

Domani a  far classifica saranno i libri più sottolineati. Anzi, in classifica non entrano i libri ma solo i brani più sottolineati. Sottolineati a ditate, ovviamente: che sia per questo che si chiamano libri "digitali"?

Ormai è deciso: per esser cool, il libro non basta che sia elettronico, deve essere anche "social". Ma che diavolo sia un libro "social" non lo sa nessuno. Ognuno prova la sua ricetta, sperando di far centro e conquistarsi la sua fetta di paradiso.
Amazon inserisce una intrigante funzionalità nel suo Kindle: la possibilità di visualizzare visualizza la lista dei passaggi più sottolineati dagli utenti Kindle.
L'eBook sta scardinando tutte le certezze che avevamo sulla lettura: non perché promette di scomporre i libri in tante frasette, quella del libro in pillole per leggere solo la frase a effetto è una tecnica vecchia come il cucco: è il segreto del successo dei baci Perugina, e francamente non ce ne frega niente di un cioccolatino elettrico, che manco ci alza la glicemia. 
No, la vera rivoluzione non sta nella sottolineatura, ma nella condivisione della sottolineatura; il primo attacco alla solitudine del lettore, il primo tentativo serio di rendere la lettura non più un'attività intima e vagamente onanista, ma un fatto pubblico e sociale. A ditate, sì, e allora? Il dito è sempre stato un fatto politico, quando diventa fonte di divertimento.

venerdì 24 febbraio 2012

Tablet a tutti gli scolari. Turchi, però


Il premier turco Erdogan
vuole dare tablet e lavagne digitali
a tutti gli scolari del suo Paese
Giuseppe Mancini, un esperto di cose turche (nel senso che è un giornalista che vive a Istanbul) mi racconta che "Con l'inizio del secondo semestre di lezioni nelle scuole, la scorsa settimana, Erdogan in persona ha inaugurato un amibiziosissimo progetto (Fatih) - al momento in fase di sperimentazione - per dotare tutte le classi di lavagne elettroniche collegate a Internet e tablet in sostituzione dei libri. un progetto presentato come unico al mondo, di cui si sta parlando moltissimo tra gli esperti di IT (un progetto che, ovviamente, prevede ingenti investimenti)".
Il partito di Erdogan, "Giustizia e libertà", è un partito che normalmente viene considerato islamico, anche se a me personalmente ricorda più la vecchia Democrazia Cristiana di casa nostra che non il barbone dei talebani. 
Sarà islamico, ma intanto ai nostri scolari italiani manca pure la carta igienica,  e devono pensarci le famiglie. 
Ai bambini turchi vengono forniti dallo Stato gli strumenti che faranno di loro cittadini digitali del domani.
Più che dello spread con Berlino, dovremmo preoccuparci dello spread con Ankara.

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venerdì 17 febbraio 2012

E le orecchie?


Ecco una fastidiosa limitazione del Kindle, almeno per quello su iPad: non si possono fare le orecchie ai libri!
Sarebbe il caso che qualcuno ci pensasse.
Perché l'orecchio è ben diverso dall'algido segnalibro elettronico. L'orecchio non serve solo a dire: "Ecco, qui mi sono addormentato".

L'orecchio serve a segnalare un qualcosa che ti ha fatto arrabbiare (Orecchia doppia, grande, ben spalmata col palmo della mano), cosa ti ha fatto sorridere (orecchia divertita, solo chi sa fare orecchie divertite sa di cosa parlo), orecchia grande grande sonno, orecchia piccola in questo libro ci sono piccole idee, niente orecchia questo libro fa schifo manco val la pena di orecchairlo, orecchia attenta, orecchia impensierita, orecchia ammirata, orecchia perplessa. Non c'è un orecchia uguale all'altra, impossibilissimo.
C'è tutta una letteratura sulle orecchie turbate, delicate, piacevolmente scioccate che le ragazze d'altri tempi lasciavano nelle parti interessanti dei peraltro pallosissimi romanzi all'indice.
C'è pure la pagina facebook sulle orecchie ai libri, possibile che nessuno abbia fatto ancora la patch per dare le orecchie al Kindle?

giovedì 16 febbraio 2012

Library.nu chiude. Dovrei essere contento?

La stretta americana contro la pirateria ha mandato a fondo pure Library.nu, il sito che si occupava di piratare gli ebook, italiani compresi (4 mila titoli nella nostra lingua, su un catalogo clandestino di quasi mezzo milione di libri).
Ora la terribile minaccia è tramontata, la bandiera pirata è stata ammainata, il sito si è arreso senza combattere: vista la mala parata, i responsabili del sito hanno deciso per l'autochiusura: il dominio è irraggiungibile, e non saprò mai se pure i miei libri erano tra i quattromila italiani degni di pirateria: immagino si sì, altrimenti non solo il mio orgoglio sarebbe mortalmente ferito dal barbanera de noaltri,  ma avrei anche perso un'occasione. perché per il 99% degli ebook, il rischio non è quello di essere piratati, è quello di non essere cagati. Manco dai pirati.

L'ho detto, e lo ripeto: Piratare un libro è un atto di grande amore per la lettura. 

Piratare la carta è costoso, lungo e complicato: ci vuole una fotocopiatrice, un sacco di pazienza e viene pure uno schifo. Solo chi ama davvero un libro può sottoporsi a un simile supplizio. E questo è un problema che l'ebook potrà mitigare, essendo molto facile da piratare. E' davvero così terribile essere piratati?
Oggi la gente che legge è una rarità, bisogna invitare più gente possibile al banchetto delle parole, e lasciare che tutti assaggino in santa pace la tartina che gli piace, poi ne vorranno altre. L’appetito vien mangiando, e se uno si abboffa copiando, tanto di guadagnato: avremo un cliente in meno, ma un lettore in più.
la pirateria non è il vero problema, tanto un libro che val la pena di leggere è un libro che vale la pena di comperare. Un romanzo non è una canzone che si ascolta mentre si fa altro.
Leggere un romanzo è un lusso, perché sottrae risorse preziosissime: ci vuole tempo, tanto tempo, e calma. Quanti minuti di vero relax abbiamo al giorno nelle nostre vite? E quanti giorni dedichiamo a un libro, un capitolo ogni tanto, quando strappiamo quel prezioso momento solo per noi da dedicare alla lettura, quella piccola tregua che conquistiamo agli impegni di lavoro, sociali e famigliari?
Questo lusso lo paghiamo con la cosa più preziosa che abbiamo, il tempo. Perché dovremmo fare gli spilorci  per una manciata di euri?  No, la pirateria non sarà mai davvero nemica della lettura.

La vera nemica sarà piuttosto la paura della pirateria. La spilorceria non dei lettori, ma degli editori, che per il terrore di perdere qualche centesimo per colpa dei pirati infarciranno i libri elettronici di drm, cani da guardia digitali, minacceranno pirati e lettori, faranno chiudere siti e tarperanno le ali ai loro stessi ebook  in nome della crociata in difesa del diritto d'autore ad ogni costo. Anche a costo dell'unico valore che conta davvero, la libertà dei lettori.


venerdì 10 febbraio 2012

Resteranno pattume, ma non faranno mai più volume

I libri di scuola sono pattume
pesano molto e fanno volume

dicevano molto giustamente gli Skiantos, che sono i numi ispiratori di questo modestissimo blog.


Ora forse resteranno pattume ma non peseranno più e non faran volume, visto che dal prossimo anno come ricorda una circolare ministeriale " i libri di testo devono essere redatti in forma mista (parte cartacea e parte in formato digitale) ovvero debbono essere interamente scaricabili da internet".
Un segno di civiltà, che significa zainetti leggeri per gli alunni, spese scolastiche più leggere per mamma e papà e soprattutto la ghiottissima occasione di insegnare ai ragazzi a leggere digitale, a familiarizzare con i libri del futuro, quelli che li accompagneranno per tutta la vita.
Naturalmente, c'è già chi si lagna del fatto che non ci saranno più gli allegri mercatini dei libri usati... oh sveglia, che i ragazzi di oggi le cose se le comprano e se le vendono su ebay, vuoi che avranno difficoltà a piazzare ai compagni i loro libri solo perché sono digitali? :D
L'importante è che le case editrici non ci marcino e non mettano insieme dei drm che impediscano ai ragazzi il sacrosanto diritto di rivendersi il libro usato: se lo facessero, si rivelerebbero dei gran fetentoni.
Ma non voglio credere che lo faranno.
Tu che dici?



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Esploriamo insieme le potenzialità del libro elettronico: ecologico, democratico, ricco, multimediale, affascinante.
Sarebbe un peccato pensare al libro elettronico semplicemente come a un modo complicato per leggere libri nati e pensati per la carta.
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Editor: Luca Masali
Direttore editoriale: Angela Andò